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Compostiera Domestica

Forse non tutti sanno che i rifiuti organici, il cosiddetto “umido“, costituisce circa un terzo dei nostri rifiuti e purtroppo ancora in molti ignorano che quello che si getta nel cestino spesso potrebbe diventare una risorsa, una compostiera da casa.

Purtroppo in molte città italiane, prima fra tutte Roma, non è ancora prevista la raccolta differenziata dei rifiuti organici. Ma anche in questo caso ognuno di noi può dare comunque il suo contributo per far fronte all'”emergenza rifiuti” e riutilizzare in casa i rifiuti alimentari trasformandoli in compost per il proprio giardino o per coltivare l’orto sul balcone.

Paghiamo al fioraio circa 3 euro per un sacco da 20 litri di terriccio universale senza renderci conto che gettiamo via kg di materiale organico. Basterebbe, invece, un po’ di pazienza per l’attesa e i nostri rifiuti organici ci daranno il terriccio di cui abbiamo bisogno. Terriccio ottimo e completamente gratuito.

Le origini della compostiera domestica

Compostiera Domestica
compost a casa

Nei vicino anni ’60 non si faceva uso della raccolta pubblica dei rifiuti. Si viveva in case di periferia con un giardino piuttosto grande, cosicché la spazzatura veniva semplicemente dispersa “nel campo”. Erano avanzi di cucina che diventavano buon concime. Il poco di carta e l’occasionale coccio o pezzo di vetro non dava fastidio.

Era un tempo in cui i rifiuti domestici erano quasi al 100% organici e si produceva, senza saperlo, il compost in casa. Non esisteva il problema degli “iperimballaggi”, degli inceneritori, dei cassonetti e tutto il resto.

Ci furono le prime riunioni di condominio in cui quelli che abitavano nello stesso edificio si riunirono per discutere se dovessero cominciare ad utilizzare il servizio della nettezza urbana comunale. Non tutti erano daccordo, ma alla fine si decise di smettere di sparpagliare la spazzatura nel campo e di darla agli spazzini perché “tanto si deve pagare lo stesso” (la regola fondamentale della burocrazia).

A quell’epoca c’erano ancora abitazioni in periferia che erano completamente sconnesse dal sistema di recupero dei rifiuti urbani. Fra le tante cose, questa storia ci fa vedere bene gli effetti perversi del nostro sistema. Già cinquant’anni fa, incoraggiava la gente a produrne di più e lo continua a fare ancora oggi con il sistema dei cassonetti pubblici. D’altra parte, una volta che i rifiuti acquisiscono un valore economico per chi li raccoglie, questi hanno tutto l’interesse incoraggiare la gente a produrne di più. Tutto ha una logica.

E’ probabilmente impossibile ribellarsi di fronte al principio universale della burocrazia, “tanto devi pagare lo stesso”. Tuttavia alcuni di noi insistono nel cercare di fare qualcosa di meglio. Oggi, abbiamo evidentemente troppa robaccia per sparpagliare tutto in giardino, ma sarebbe comunque possibile trattare in proprio i rifiuti organici; ovvero è possibile una casa che trasformi i rifiuti organici in alimenti per le piante?

Il compost in casa, come ottenerlo?

Qualche tentativo è stato fatto in questo senso con i cosiddetti “biocassonetti” che dovrebbero avviare l’organico verso impianti di compostaggio. Tuttavia, se andate a vedere cosa esce da questi cassonetti, vedete che la gente ci butta dentro di tutto; lattine, vetro, plastica e gatti morti. Normalmente non si riesce a farne un compost decente. Si può fare molto meglio con la raccolta “porta a porta”, ma questa non c’è ovunque. Perciò ho deciso di attrezzarmi in proprio e andare un passo più avanti verso il C2C con il compostaggio domestico.

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Ovviamente, esistono già compostatori domestici da tenere in giardino. Io ne ho uno da almeno una decina di anni e funziona bene. Il problema che mi sono posto, tuttavia, è cosa possiamo proporre in termini di compostaggio a chi il giardino non ce l’ha. E’ possibile un compostaggio veramente “in casa”, o perlomeno su un terrazzino? La risposta sembrerebbe si.

Compostiera domestica come funziona?

Compostiera Domestica
compostiera domestica

Vi avevamo già parlato di come realizzare del buon compost in casa riutilizzando le foglie secche del giardino e gli scarti alimentari, ma iniziano ad affacciarsi sul mercato compostiere domestiche per interni: rappresentano una valida alternativa per chi volesse sfruttare al meglio i rifiuti organici con la comodità di fare tutto direttamente nella cucina di casa, pur non disponendo di uno spazio abbastanza grande per una compostiera tradizionale.

Sono diverse le idee e i prototipi di compostiera automatica (un modello particolarmente carino esteticamente è il Terraviva Domestic Composter), ma l’unica compostiera che sembra essere già in commercio è quella prodotta dalla NatureMill.

Entra in gioco il compostatore elettrico “desktop” della Naturemill che ha circa la forma e le dimensioni dell’armadietto di un PC. L’arnese è dotato di un sistema di mescolamento, di una pompetta per l’areazione dei rifiuti, di un filtro contro gli odori e il tutto viene mantenuto a una temperatura di circa 40 C da una resistenza elettrica all’interno di un recipiente bene isolato in polistirolo. Consuma molto poca energia, ho misurato 20 W assorbiti.

Le caratteristiche di questo eco-composter

L‘eco composter ha pressappoco le dimensioni di un case di un computer fisso (cm: h51xp51xl30), un peso di 8 kg e accetta quasi tutti i rifiuti organici anche se non avendo un biotrituratore interno, non accetta scarti ossei, torsoli delle pannocchie, etc.

Sappiamo che nelle classiche (e ben più ingombranti) compostiere si arriva anche a temperature dell’ordine dei 60°-70°, temperature necessarie per il proliferarsi di batteri utili alla decomposizione della materia organica.

La compostiera da interni della NatureMill non contiene abbastanza rifiuti organici da permettere la naturale lievitazione della temperatura. Per questo motivo sfrutta energia elettrica (a detta dell’azienda produttrice consuma appena 5 kwh/mese) per scaldare i rifiuti organici fino ad una temperatura ottimale, permettendo così una corretta decomposizione.

Naturalmente è presente un filtro che provvede all’assorbimento di eventuali odori sgradevoli. Inoltre un’asticella metallica miscela lentamente e costantemente il composto. Questa compostiera elettrica riesce a smaltire fino a 55 kg di rifiuti organici al mese e va svuotata ogni 2 settimane: con un solo gesto si apre il cassettone superiore e, per semplice caduta, si riempie il vaso che si trova nella parte bassa della compostiera.

Compostiera domestica prezzi

La compostiera naturemill è disponibile in diversi colori e acquistabile direttamente online ad un prezzo che va dai 299 ai 399 dollari per la versione pro, ma smaltendo in questo modo i rifiuti organici, se previsto dalla vostra regione, potreste ammortizzare la spesa usufruendo delle agevolazioni economiche sulla tassa dei rifiuti.

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In pratica come funziona questa compostiera per terrazzo?

In pratica, si buttano i rifiuti di cucina dentro la compostiera automatica, questa provvede a rimestarli e ad arearli, causando un compostaggio molto più rapido di quanto non possano fare i compostatori da giardino. Quando il recipiente superiore è pieno e si giudica che la massa è ben compostata, si preme un bottone e la macchina provvede a dare una bella rimestata finale; deponendo poi il tutto in un cassetto in basso. Dopo un po’, si può estrarre il compost e utilizzarlo in orti e giardini.

Funziona questo aggeggio? Beh, questo è il lavoro del ricercatore: sperimentare le cose nuove e vedere se funzionano. Così, mi sono comprato due di queste macchine; una privata per casa mia che ho piazzato in cucina con il consenso di mia moglie (illuminata persona). Un’altra l’ho comprata per l’Università e l’abbiamo piazzata in laboratorio come un piccolo esperimento scientifico da farsi con gli avanzi dei pranzi degli studenti. Sono ormai diversi mesi che uso queste macchine e penso di potervi fare un resoconto, anche se ancora un po’ provvisorio.

In sostanza, imparare a compostare è come imparare a cucinare. Nessuno nasce imparato, come si suol dire, e ci vogliono prove ed errori in entrambi i casi. Nel caso della cucina, un errore vuol dire bruciare l’arrosto o servire la pasta scotta. Nel caso del compostatore, un errore vuol dire appuzzare orrendamente la casa (o il laboratorio) con odori indescrivibili.

Quindi, vi posso dire che se queste macchine per compostaggio sono gestite bene, sono una meraviglia.

Che aspetto ha il compostaggio casalingo?

Viene un compost molto bello, non ci sono cattivi odori – anzi fanno un lieve odore che direi anche piacevole. Se però si fa un errore, e mi è capitato, è il disastro. Dopo vari test, attribuisco la catastrofe all’uso di segatura ordinaria per diluire il compost. Non so cosa ci sia nella segatura che ammazza i batteri aerobici – forse qualche sostanza anti agglomerante.

Queste disavventure sono tipiche delle nuove tecnologie; non aiuta il fatto che la macchina sia americana e che non ci si possa attendere un servizio di manutenzione qui in Italia. Comunque, credo che se ci si familiarizza con l’idea, il “compostaggio elettrico” potrebbe essere un’ottima idea con un grande potenziale per migliorare il sistema di gestione dei rifiuti. Se tenerlo in cucina ha una certa componente di eroismo, lo si può tenere in un terrazzino (compostiere da terrazzo), anche piccolo, e questo perdona molti degli errori. E’ un piccolo passo verso il concetto di base del C2C: i rifiuti sono alimenti.

Concludo con la considerazione che, se in Italia è cosa strana e inusitata il compostaggio in casa, non lo è ovunque. Proprio pochi giorni fa ho fatto vedere la macchina compostatrice a una mia amica giapponese, la quale mi ha detto, “si, da noi ce le hanno tutti queste macchine che si chiamano <<komposto-kikai>>”(3) Bene: i Giapponesi sono molto schizzinosi in media e vivono in appartamenti molto più piccoli dei nostri. Se ci riescono loro, ci possiamo riuscire anche noi!