Smaltimento Rifiuti Sanitari e Ospedalieri

La pandemia ancora in atto sta avendo un effetto scioccante sulla vita di tutti gli italiani a causa delle restrizioni che sono applicate alla vita di tutti i giorni. Un altro impatto negativo si potrà produrre nel prossimo futuro se non viene eseguito in modo corretto lo smaltimento dei DPI e dei rifiuti sanitari che sono aumentati di molto dall’inizio della pandemia, sia per le presenze di pazienti negli ospedali che per l’uso obbligatorio delle mascherine. Vediamo insieme come si gestisce lo smaltimento rifiuti sanitari ed il costo dell’operazione.

Classificazione rifiuti sanitari

Da quando è iniziata la pandemia, in tutto il mondo milioni di operatori sanitari e di semplici cittadini stanno utilizzando i DPI come precauzione necessaria per cercare di rallentare il contagio del coronavirus. Nello stesso tempo questo porta ad un aumento considerevole del volume di rifiuti sanitari prodotti e in molti casi si assiste ad uno smaltimento improprio, in parte anche perché il sistema non era preparato ad un aumento così repentino.

Rifiuti sanitari non pericolosi

Si tratta di mascherine chirurgiche, ma anche di visiere protettive in plastica e di guanti, tutti prodotti che in grande maggioranza non sono riciclabili. Rientrano in questa categoria anche altri rifiuti sanitari come i flaconi di acqua fisiologica scaduta.

 

Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo

Ai dispositivi di protezione individuale in ospedale si sommano le maggiori produzioni di rifiuti sanitari provenienti da cliniche, case di cura e aziende ospedaliere, che sono potenzialmente infetti, tra cui gli aghi e le siringhe, i dpi ospedalieri in caso di positività, le buste catetere e tutti i sacchi delle urine. Tutti questi sono rifiuti sanitari pericolosi.

Per questo i cittadini sono chiamati ad agire con una grande consapevolezza del rischio a cui si può andare incontro, ma nello stesso tempo c’è bisogno di mettere in atto le strategie migliori per una gestione ed uno smaltimento in sicurezza di questi rifiuti sanitari.

Normativa per lo smaltimento dei rifiuti speciali sanitari

Lo smaltimento e deposito DPI che vengono usati per tutelare la nostra salute dal Covid-19 deve essere fatto con una attenzione particolare. Cosa dice per i rifiuti sanitari la normativa? Come descritto all’articolo 74 del D.Lgs 81 (2008, “Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro” la definizione di DPI è prettamente lavorativa. Essa riporta infatti: “si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato DPI, qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”. Cosa dice invece la normativa per quanto riguarda la sanificazione degli ambienti ospedalieri? Leggi l’approfondimento sulle sanificazioni ospedaliere.

Da questo si capisce che sia le mascherine igieniche che quelle chirurgiche, se sprovviste del relativo filtro, non sono assimilabili ai Dispositivi di Protezione Individuale. In definitiva si tratta di dispositivi medici (dpi sanitari), il cui scopo non è quello di proteggere le persone che le indossano ma quelle con cui vengono a contatto a distanza ravvicinata. Per quanto riguarda la loro classificazione come rifiuti, sono “dispositivi filtranti e/o protettivi” che non sono sempre riciclabili e di questo è necessario tenere conto al momento del loro smaltimento.

Cosa fare per lo smaltimento dpi sanitari?

Guanti e mascherine, come noto, possono essere un veicolo di trasmissione del virus molto pericoloso, e lo smaltimento controllato ed in sicurezza non deve essere attuato solamente nell’ambito sanitario, ma anche in quello domestico in quanto sono molte le mascherine ed i guanti che vengono utilizzati. Se nelle abitazioni non sono presenti dei soggetti che hanno una positività ai tamponi di controllo, e nemmeno persone in quarantena, la raccomandazione per lo smaltimento dei DPI è quella di usare il metodo della raccolta differenziata già in vigore nella maggioranza dei comuni italiani e seguire con molta attenzione le diverse misure del territorio in cui si abita. Le mascherine e i guanti devono essere introdotti nel sacco dei rifiuti indifferenziati verificando che la sua chiusura sia ermetica.

Quando occorre usare il contenitore rifiuti speciali sanitari?

Quando invece all’interno dell’abitazione sono presenti dei soggetti in quarantena, oppure positivi al tampone, il metodo della “raccolta differenziata” deve essere interrotto. In questa eventualità, a prescindere dalla natura del rifiuto, tutti devono essere riuniti e conferiti in contenitori rifiuti speciali distribuiti da ditte specializzate ed autorizzate allo smaltimento, in quanto assimilati ai “rifiuti pericolosi”.

Questo procedimento viene attuato anche per quanto riguarda lo smaltimento rifiuti sanitari a rischio infettivo che vengono prodotti in ambito sanitario.

Per quanto riguarda i costi del servizio, questi sono variabili sulla base di parametri diversi come ad esempio le esigenze personali dell’utente, oltre che del quantitativo di rifiuti da smaltire ed anche dal numero dei ritiri che vengono richiesti. Il numero dei dpi domestici da smaltire sarà diverso da quello dei dpi odontoiatria, e da quello dei dpi ospedalieri.

Naturalmente un altro parametro da prendere in considerazione è quello delle diverse aree geografiche del Paese e del numero delle aziende autorizzate presenti nei vari territori. Su discarica.it potete richiedere un preventivo gratuito e senza impegno per lo smaltimento de rifiuti sanitari nella vostra zona o maggiori info sulla classificazione a la normativa dei rifiuti sanitari.

Trasporto di materiale biologico per lo smaltimento rifiuti ospedalieri 

L’unico modo per essere certi che i rifiuti speciali di tipo ospedaliero siano smaltiti nella maniera corretta, ed evitare di incorrere in pesanti sanzioni, è affidarsi a professionisti del settore seri e preparati che dispongono delle autorizzazioni necessarie per il trasporto di materiale biologico.

Il nostro servizio di smaltimento per questa tipologia di rifiuti (comprensivo del trasporto provette di sangue e trasporto provette) è completo, rapido e sicuro. Nel totale rispetto dell’intera normativa vigente in materia, assicuriamo l’eliminazione di tutti i materiali provenienti dalle strutture sanitarie e liberiamo i nostri clienti dalla responsabilità, dall’impegno e dalle pratiche burocratiche connesse all’esecuzione di procedure complesse e spesso pericolose.

Oltre agli ospedali si affidano da anni ai nostri esperti cliniche, studi medici pubblici e privati, ambulatori, studi dentistici, laboratori e centri veterinari. Grazie alla collaborazione con ditte certificate in sgrossi e sanificazioni possiamo garantire un servizio a 360°. (nel sud Italia per esempio lavoriamo in pianta stabile con l’azienda di Sanificazione Bari)

Ci occupiamo del prelievo dei rifiuti dalla sede in cui sono prodotti e del trasporto di materiale biologico da ospedali fino alla discarica di pertinenza, dove si procederà all’effettivo e corretto smaltimento. Rapidità, discrezione, convenienza e rispetto della legge sono i nostri punti di forza, mentre le nostre soluzioni sono tutte personalizzabili: contattandoci è possibile, senza alcun impegno, avere informazioni dettagliate sui nostri servizi e conoscere preventivi per ogni tipo di esigenza.