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Smaltimento Letame Equino – Stallatico di Cavallo

Smaltimento Letame Equino – Stallatico di Cavallo

Smaltimento e trasporto Letame Equino normativa: come smaltire lo Stallatico di Cavallo?

Smaltimento letame normativa: il letame equino è tossico?

Quando si possiede un allevamento di cavalli o anche un piccolo maneggio con stalle di cavalli, se queste attività sono inserite nel contesto di un’attività agricola, si pensa di non dovere aver problemi con lo smaltimento del relativo stallatico, essendo, come è noto, il letame animale un ottimo concime organico.

Questo però corrisponde solo parzialmente a verità, poiché la soluzione effettiva del problema è una questione di proporzioni: quanto è grande il terreno che necessita di concimazione e quanto letame produce l’allevamento? E quando non c’è un terreno pronto ad accogliere il flusso quotidiano di letame, cosa succede? E, soprattutto, il letame è pronto tout court per concimare o ha bisogno di tempi di “maturazione”? Queste domande trovano risposta nello smaltimento letame normativa.

Lo spargimento di stallatico equino su terreni agricoli fornisce un beneficio ecologico depositando sostanze nutritive come azoto e fosforo, riducendo così l’uso di fertilizzanti chimici e, quindi, l’impatto ambientale. Questo a patto che il letame non venga applicato al terreno in modo continuativo e eccessivo: nel qual caso finisce col superare la capacità di assorbimento dei nutrienti da parte delle colture. Il sovraccarico di nutrienti nel suolo causa l’ infiltrazione o la percolazione del materiale, a seconda dei casi, nelle acque superficiali e sotterranee.

Inoltre, il letame prodotto negli allevamenti equini e conservato nelle stalle di cavalli può causare un impatto ambientale negativo se non vi è alcun controllo nello stoccaggio, nel trasporto letame su strada o nell’applicazione, a causa dell’emissione di ammoniaca e altri gas inquinanti nell’atmosfera e dell’accumulo di micro e macro nutrienti nel suolo e nelle falde acquifere superficiali. Il fosforo, ad esempio, non è propriamente inquinante, ma a causa della sua azione opera dei mutamenti nella qualità dell’acqua.

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In molti paesi del mondo, Italia compresa, ci sono legislazioni specifiche per la gestione e il deposito di escrementi degli animali da pascolo che sono controllati e certificati dall’Agenzia di Protezione Ambientale.

Lo stallatico equino è un rifiuto?

Quando si ha a che fare con una quotidiana produzione di letame equino, pur di liberarsene senza troppi problemi e spese, è facile giocare sulle necessità di fertiiragazione. In questo caso però è bene sapere di scivolare nell’illegale. A livello nazionale, l’Italia, può fare riferimento al testo unico per la Tutela dell’ Ambiente che, all’art 137, co 14, stabilisce i casi di illecita gestione dei rifiuti e attribuisce all’utilizzo fittizio delle materie fecali di origine agricola rilevanza penale; varie sentenze della Corte di Cassazione e del TAR ribadiscono il concetto che lo stallatico può non essere considerato un rifiuto soltanto quando è realmente reimpiegato, e nelle giuste proporzioni, tempi e modalità richieste dalla produzione agricola.

Se non sussistono queste condizioni, il letame deve essere considerato un rifiuto a tutti gli effetti e, in quanto tale, soggetto alla normativa sullo smaltimento letame cavalli, in particolare alla parte IV del DLgs n. 152/2006. E qualsiasi dubbio, del resto, viene meno se trattasi di “letame” ovvero di “materiale fecale palabile” e non di “liquame”, ovvero, “materiale non palabile derivante da miscela di feci e urine animali” che è la forma utilizzabile nella fertirrigazione. Così ci spiega la giusrisprudenza corrente senza tanti giri di parole.

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Le strade legali per smaltire e trasportare il letame di cavallo

Riassumendo. Chiunque possieda o allevi cavalli non può liberarsi delle deiezioni in modo improprio, poiché ciò costituisce un illecito penale. E, se la legge in qualche passaggio lascia spazio a equivoci, ci sono le sentenze della Corte di Cassazione e del TAR a chiarire ogni dubbio sulla definizione dello stallatico ai fini dello smaltimento. Detto questo, l’allevatore ha tre strade da seguire:

• può utilizzare il letame per fertilizzare i terreni nella propria azienda, dopo la corretta maturazione dello stesso in concimaia e secondo un piano agronomico;

• può cedere il letame ad un’altra azienda attenendosi alla normativa sulla vendita dei fertilizzanti (Dlgs n.75/2010) e previa iscrizione al “Registro dei Fabbricanti di Fertilizzanti” del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;

• trattare lo stallatico degli equidi alla stregua di un rifiuto speciale non pericoloso.

In quest’ultimo caso, il rifiuto dovrà essere stoccato a norma dell’art. 183 co 1/bb che regola il “deposito temporaneo”, quindi affidato ad un’azienda certificata per la raccolta e il trasporto letame dei rifiuti indicizzati con il codice CER020106 e provvista di “Formulario di Accompagnamento Rifiuti”.

Questa provvederà a conferire il letame ad uno dei centri autorizzati al recupero e smaltimento letame cavalli. Se possiedi uno o più cavalli e non utilizzi, o utilizzi solo in parte, il letame equino nella fertiirgazione, hai l’obbligo della tenuta del “Formulario di Accompagnamento Rifiuti” ma non quello del ” Registro di Carico e Scarico”. Chiamaci ora per un preventivo gratuito anche per lo

  • smaltimento letame bovino
  • smaltimento feci canine
  • smaltimento letame equino.
 
 
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