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Classificazione dei Rifiuti

Classificazione dei Rifiuti

Come si Classificano i Rifiuti?

I rifiuti si dividono in urbani e speciali. I primi sono i rifiuti prodotti in ambito domestico.
Questi vengono raccolti a cura della Pubblica Amministrazione, che provvede ad incaricare delle aziende specializzate per ritirare la spazzatura in giro per le città e i paesi e provvedere al suo smaltimento. I rifiuti speciali sono invece quelli prodotti da industrie, unità produttive, uffici, aziende in genere e negozi.
I rifiuti speciali non vengono prelevati dalla Pubblica Amministrazione, ma l’azienda che li produce deve autonomamente provvedere al loro smaltimento, contattando una ditta specializzata.

  • Diossina
  • Percolato
  • Rifiuti di attività agro-industriali
  • Rifiuti prodotti dalle attività di post-costruzioni/ristrutturazioni
  • Scarti di produzioni industriali
  • Rifiuti di produzioni artigianali.
  • Materiali di scarto provenienti da attività commerciali
  • Rifiuti prodotti dalle attività di smaltimento rifiuti
  • Materiali radioattivi
  • Materiali tossici (amianto)
  • Rifiuti di natura medica (ospedali e cliniche private)
  • Rifiuti proveniente dall’industria tessile

rifiuti pericolosi comprendono tutte le tipologie di rifiuti che costituiscono un pericolo per le persone o per l’ambiente, e quindi vanno raccolti, trasportati e smaltiti seguendo regole particolari.
Questi rifiuti sono combustibili, tossici, cancerogeni o contengono materiali considerati pericolosi. Esistono sia rifiuti pericolosi urbani, come le pile esauste o i farmaci scaduti, sia speciali.
Questi ultimi comprendono i prodotti di scarto dell’industria fotografica, chimica, metallurgica, della raffinazione del petrolio, gli oli esausti e i solventi, oltre a tutti i rifiuti prodotti in ambito medico e veterinario.
Tutti questi rifiuti devono essere smaltiti seguendo un iter particolare, anche a livello burocratico, e non possono assolutamente essere trattati in autonomia dalle aziende che li producono nè essere dispersi nell’ambiente. 

Cosa sono i codici CER?

I rifiuti sono suddivisi in diverse tipologie, identificate da un codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti). I codici sono stati elaborati dalla Comunità Europea nella Dec. n. 2000/532/CE e recepiti dalla legislazione italiana con una Direttiva del Ministero dell’Ambiente del 2002. In seguito le normative sono state più volte modificate ed aggiornate, e oggi in Italia è in vigore un elenco pubblicato nell’Allegato D del D.L. n. 91/2014.

I codici CER sono delle sequenze numeriche di 6 cifre che identificano in modo preciso la tipologia di rifiuto a cui si riferiscono. Ogni coppia di numeri, da sinistra a destra, indica l’area generale di appartenenza, la categoria più specifica ed infine la tipologia esatta.

Ad esempio il codice 02 si riferisce ai rifiuti prodotti dall’agricoltura e dall’industria alimentare. Le cifre 02 03 indicano, andando più nello specifico, i rifiuti prodotti nel trattamento di alimenti di origine vegetale. Il codice 02 03 01 indica i fanghi prodotti dalle operazioni di pulizia, lavaggio e sbucciatura delle verdure.

Servizi per l’ambiente

I rifiuti rappresentano ormai da molto tempo uno dei temi più dibattuti sia a livello nazionale che internazionale. La loro gestione, infatti, vede impegnati molti soggetti in un processo che riguarda sia i privati cittadini che gli enti pubblici.

In linea di massima, solo in Europa in un anno vengono prodotte circa 2 miliardi di tonnellate, appunto, di rifiuti che, in alcuni casi, vengono classificati come pericolosi. Cosa ancora più preoccupante è che tale dato risulta essere in costante aumento. Come è facile intuire, quella dello stoccaggio non appare come la soluzione migliore poiché non sostenibile e con la distruzione dei rifiuti la situazione non migliora affatto, soprattutto se si tiene conto delle emissioni che vengono prodotte e dei residui cosiddetti inquinanti. Insomma, se, da una parte, la cosa migliore da fare sarebbe quella di ridurre al minimo la produzione dei rifiuti, dall’altra è necessario individuare soluzioni che siano sostenibili sia sotto il profilo esclusivamente ecologico che economico. Al netto di ciò, quando si parla di rifiuti è bene fare qualche breve riflessione in merito alle modalità di smaltimento.

Come si smaltiscono i rifiuti?

Il primo e più importante aspetto in merito al quale riflettere quando si parla di smaltimento dei rifiuti riguarda il fatto che esso non è altro che l’ultima fase della gestione del rifiuto.

Com’è facile immaginare, ogni fase deve essere effettuata tenendo conto degli specifici standard di sicurezza previsti dalla legge a tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo. Inoltre, tutti i rifiuti devono essere ridotti al minimo al fine di potenziare ogni genere di attività volta al riutilizzo, al recupero e al riciclaggio. Per quanto riguarda, poi, lo smaltimento dei rifiuti bisogna anche precisare che il tutto deve essere effettuato ricorrendo ad una particolare rete cosiddetta integrata di impianti per lo smaltimento, in linea con le innovazioni tecnologiche di riferimento.

Come funziona il servizio di smaltimento dei rifiuti?

Per quanto riguarda il servizio di gestione dei rifiuti, è bene precisare che tutto è legato principalmente alle specifiche esigenze personali. Solo dopo aver valutato nel dettaglio la quantità e la tipologia dei materiali da smaltire, dunque, si avrà la possibilità di effettuare un preventivo puntuale e di capire come portare i rifiuti in questione in discarica. Nella maggior parte dei casi, si ha l’opportunità di beneficiare del comodissimo servizio a domicilio che consente di consegnare direttamente in rifiuto senza doversi recare in discarica.

Come smaltire i rifiuti ingombranti?

Discorso a parte deve essere effettuato per i cosiddetti rifiuti ingombranti. In primo luogo, è bene chiarire che quando si parla di rifiuti ingombranti si fa rifermento, ad esempio, ad elettrodomestici, mobili, pneumatici. Anche in questo caso, si ha la possibilità di richiedere il ritiro direttamente a domicilio, che permette di disfarsi di ogni genere di rifiuto in maniera facile, veloce e, soprattutto, tenendo conto degli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Come smaltire i rifiuti speciali e come devono essere trattati?

Per concludere, è opportuno soffermarsi sui cosiddetti rifiuti speciali. Smaltire questa tipologia di rifiuti non è affatto cosa semplice. Solo seguendo il protocollo previsto in maniera a dir poco scrupolosa, infatti, si avrà la possibilità di non arrecare danno all’ambiente e all’uomo. Per tale ragione, sia nella fase di raccolta che in quella di trasporto, è bene affidarsi ad esperti del settore in grado di gestire ogni aspetto nel minimo dettaglio oltre che in totale sicurezza.

Ciò riguarda principalmente rifiuti come, ad esempio, l‘amianto. Nulla in questi casi deve essere lasciato al caso e, soprattutto, non ci si può assolutamente affidare all’improvvisazione. Anche il più piccolo errore potrebbe, infatti, costare molto caro sia in termini di inquinamento ambientale che per quanto riguarda eventuali problematiche a carico dell’organismo umano.

A cosa serve la classificazione dei rifiuti?

Le tipologie di rifiuti prodotti a livello industriale devono essere identificati in modo preciso ed univoco a seconda della loro natura e origine.

Questo perché ad ogni tipo di rifiuto corrispondono, secondo le normative vigenti, specifici metodi di raccolta e smaltimento.
Il trattamento dei rifiuti speciali, cioè quelli di origine industriale, agricola e dei servizi, è in genere accompagnato da uno specifico iter burocratico, diverso per alcune tipologie di rifiuti, che ne consente la tracciabilità e la contabilità. I rifiuti pericolosi vengono sottoposti a controlli più precisi e stringenti, proprio in virtù della loro estrema tossicità o pericolosità.

Le aziende che si occupano della gestione dei rifiuti speciali, come Discarica.it in genere forniscono ai propri clienti anche assistenza relativa all’iter burocratico ed amministrativo relativo al trattamento dei rifiuti stessi. La corretta identificazione della tipologia dei rifiuti è il primo passo verso la loro corretta gestione e il loro trattamento.

La classificazione dei rifiuti incide sul costo dello smaltimento?

Innanzitutto è necessario distinguere fra rifiuti urbani e rifiuti speciali. I primi vengono gestiti direttamente dalla Pubblica Amministrazione. Il servizio viene pagato dai cittadini tramite un’apposita tassa, la TARI.
Lo smaltimento dei rifiuti speciali spetta invece direttamente all’azienda che li produce. Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti dipende dalla loro tipologia, per cui anche i costi di queste operazioni possono variare in modo sensibile a seconda del tipo di rifiuti da gestire.
La nostra squadra offre sopralluoghi direttamente in azienda, a seguito dei quali viene steso un preventivo personalizzato che comprende la suddivisione, l’identificazione dei rifiuti e i costi per il loro smaltimento rifiuti

Riassunto
Classificazione dei Rifiuti
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La Classificazione dei Rifiuti è fondamentale per poter riconoscere la natura dell'immondizia e di conseguenza per sapere come fare a smaltirla. I rifiuti si dividono in urbani e speciali. Contatta i nostri operatori ecologici esperti e chiedi una consulenza!
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