Menu

Smaltimento Carcasse Animali Morti

Smaltimento Carcasse Animali Morti

Cosa fare quando muore un animale domestico? La soluzione migliore è affidarsi a un’azienda specializzata in smaltimento carcasse animali che possa occuparsi dello smaltimento secondo le norme di legge e di tutte le pratiche burocratiche, soprattutto quando devono essere soggetti a cremazione.

In base alle normative cani, gatti e animali di grossa taglia che muoiono per malattie devono essere cremati in appositi di impianti autorizzati, con la possibilità del proprietario di assistere all’operazione e ricevere le ceneri, che comunque non possono essere disperse nell’ambiente. Ma ora vediamo nello specifico, cosa si fa quando muore un cane?

Cosa fare quando muore un cane?

Chi si trova a dover affrontare la morte del proprio amico a quattro zampe, deve occuparsi della sua sepoltura o smaltimento, seguendo delle precise indicazioni imposti dalla legge. Quando muore un cane cosa bisogna fare?

Quando muore il tuo cane è necessario chiamare o portarlo direttamente presso un veterinario che certifichi ufficialmente la morte. Se si tratta di un cane dotato di microchip su cui è registrata la sua identità, il veterinario dovrà constatarne il decesso e rilasciare un certificato di decesso.

Quest’ultimo deve essere consegnato all’Asl entro massimo 15 giorni, in modo che venga cancellato dall’anagrafe canina. Se il cane muore presso un ambulatorio veterinario, deve essere quest’ultimo a effettuare la comunicazione all’ufficio veterinario della ASL e contattare una società che si occupa del trasporto e della cremazione .

Per quanto riguarda il corpo può essere seppellito in giardino, se il cane è morto per vecchiaia o comunque per cause naturali, ma prima la Asl deve provvedere alla rimozione del microchip. Nel caso di morte per rabbia o altre malattie infettive deve essere cremato e portato in apposite discariche per smaltimento cani morti. Operazione che può essere relegata a un’azienda autorizzata come ad esempio Discarica.

E quando muore un gatto?

Per quanto riguarda il gatto, se lo si trova inerme si può contattare il veterinario per fargli accertare la morte ma non è necessario il rilascio del certificato. Quest’ultimo è richiesto nel caso di desideri seppellire il gatto nel giardino, per attestare che è morto per cause naturale e non presenta malattie infettive che possono inquinare il terreno.

E se il decesso è avvenuto per malattie infettive, quando muore un gatto dove si porta? Anche per quanto riguarda i gatti se presentano malattie infettive devono essere affidati a ditte come Discarica, che si occupino della raccolta e smaltimento carcasse animali domestici.

Come richiedere lo smaltimento animali domestici morti

Le attività di smaltimento animali morti sono regolate dalla legge comunitaria 1069/2009, la quale indica precise regole per quanto riguarda la raccolta, il trasferimento e lo stoccaggio. In particolare, gli operatori autorizzati al servizio devono occuparsi del conferimento dei resti in apposite aree dedicate. Il mancato rispetto di tale obbligo comporta il pagamento di sanzioni amministrative comprese tra gli € 8.000 e i € 28.000.

Norme dettagliate esistono anche per quanto riguarda le spoglie di animali domestici, che devono essere cremati seguendo specifiche modalità. Per evitare sanzioni, è importante affidare lo smaltimento delle carcasse a ditte specializzate che lavorano con noi di Discarica, che nel massimo rispetto dell’animale e delle legge esegue con cura ogni attività diretta al corretto smaltimento delle carcasse.

Il servizio di Discarica si rivolge a privati cittadini, aziende agricole, enti pubblici, canili e veterinari, che devono smaltire in modo decoroso l’animale domestico morto e non vogliono ricorrere alla sepoltura animali domestici in casa. Discarica mette a disposizione la sua professionalità ed esperienza per il recupero delle carcasse di animali defunti, di qualsiasi provvedendo al ritiro e ad ogni altro intervento utile per il suo smaltimento, comprese le operazioni di cremazione.

Come prenotare lo smaltimento carcasse animali?

Per richiedere i servizi di smaltimento di carcasse animale basta contattare telefonicamente o tramite mail e messaggi Discarica e fissare un appuntamento. Per conoscere i costi per lo smaltimento cane morto o di un gatto morto smaltimento tempi e costi si può compilare l’apposito form presente sul sito e ricevere un preventivo gratuito.

Smaltimento Letame Equino – Stallatico di Cavallo

Smaltimento Letame Equino - Stallatico di Cavallo

Smaltimento e trasporto Letame Equino normativa: come smaltire lo Stallatico di Cavallo?

Smaltimento letame normativa: il letame equino è tossico?

Quando si possiede un allevamento di cavalli o anche un piccolo maneggio con stalle di cavalli, se queste attività sono inserite nel contesto di un’attività agricola, si pensa di non dovere aver problemi con lo smaltimento del relativo stallatico, essendo, come è noto, il letame animale un ottimo concime organico.

Questo però corrisponde solo parzialmente a verità, poiché la soluzione effettiva del problema è una questione di proporzioni: quanto è grande il terreno che necessita di concimazione e quanto letame produce l’allevamento? E quando non c’è un terreno pronto ad accogliere il flusso quotidiano di letame, cosa succede? E, soprattutto, il letame è pronto tout court per concimare o ha bisogno di tempi di “maturazione”? Queste domande trovano risposta nello smaltimento letame normativa.

Lo spargimento di stallatico equino su terreni agricoli fornisce un beneficio ecologico depositando sostanze nutritive come azoto e fosforo, riducendo così l’uso di fertilizzanti chimici e, quindi, l’impatto ambientale. Questo a patto che il letame non venga applicato al terreno in modo continuativo e eccessivo: nel qual caso finisce col superare la capacità di assorbimento dei nutrienti da parte delle colture. Il sovraccarico di nutrienti nel suolo causa l’ infiltrazione o la percolazione del materiale, a seconda dei casi, nelle acque superficiali e sotterranee.

Inoltre, il letame prodotto negli allevamenti equini e conservato nelle stalle di cavalli può causare un impatto ambientale negativo se non vi è alcun controllo nello stoccaggio, nel trasporto letame su strada o nell’applicazione, a causa dell’emissione di ammoniaca e altri gas inquinanti nell’atmosfera e dell’accumulo di micro e macro nutrienti nel suolo e nelle falde acquifere superficiali. Il fosforo, ad esempio, non è propriamente inquinante, ma a causa della sua azione opera dei mutamenti nella qualità dell’acqua.

In molti paesi del mondo, Italia compresa, ci sono legislazioni specifiche per la gestione e il deposito di escrementi degli animali da pascolo che sono controllati e certificati dall’Agenzia di Protezione Ambientale.

Lo stallatico equino è un rifiuto?

Quando si ha a che fare con una quotidiana produzione di letame equino, pur di liberarsene senza troppi problemi e spese, è facile giocare sulle necessità di fertiiragazione. In questo caso però è bene sapere di scivolare nell’illegale. A livello nazionale, l’Italia, può fare riferimento al testo unico per la Tutela dell’ Ambiente che, all’art 137, co 14, stabilisce i casi di illecita gestione dei rifiuti e attribuisce all’utilizzo fittizio delle materie fecali di origine agricola rilevanza penale; varie sentenze della Corte di Cassazione e del TAR ribadiscono il concetto che lo stallatico può non essere considerato un rifiuto soltanto quando è realmente reimpiegato, e nelle giuste proporzioni, tempi e modalità richieste dalla produzione agricola.

Se non sussistono queste condizioni, il letame deve essere considerato un rifiuto a tutti gli effetti e, in quanto tale, soggetto alla normativa sullo smaltimento letame cavalli, in particolare alla parte IV del DLgs n. 152/2006. E qualsiasi dubbio, del resto, viene meno se trattasi di “letame” ovvero di “materiale fecale palabile” e non di “liquame”, ovvero, “materiale non palabile derivante da miscela di feci e urine animali” che è la forma utilizzabile nella fertirrigazione. Così ci spiega la giusrisprudenza corrente senza tanti giri di parole.

Le strade legali per smaltire e trasportare il letame di cavallo

Riassumendo. Chiunque possieda o allevi cavalli non può liberarsi delle deiezioni in modo improprio, poiché ciò costituisce un illecito penale. E, se la legge in qualche passaggio lascia spazio a equivoci, ci sono le sentenze della Corte di Cassazione e del TAR a chiarire ogni dubbio sulla definizione dello stallatico ai fini dello smaltimento. Detto questo, l’allevatore ha tre strade da seguire:

• può utilizzare il letame per fertilizzare i terreni nella propria azienda, dopo la corretta maturazione dello stesso in concimaia e secondo un piano agronomico;

• può cedere il letame ad un’altra azienda attenendosi alla normativa sulla vendita dei fertilizzanti (Dlgs n.75/2010) e previa iscrizione al “Registro dei Fabbricanti di Fertilizzanti” del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;

• trattare lo stallatico degli equidi alla stregua di un rifiuto speciale non pericoloso.

In quest’ultimo caso, il rifiuto dovrà essere stoccato a norma dell’art. 183 co 1/bb che regola il “deposito temporaneo”, quindi affidato ad un’azienda certificata per la raccolta e il trasporto letame dei rifiuti indicizzati con il codice CER020106 e provvista di “Formulario di Accompagnamento Rifiuti”.

Questa provvederà a conferire il letame ad uno dei centri autorizzati al recupero e smaltimento letame cavalli. Se possiedi uno o più cavalli e non utilizzi, o utilizzi solo in parte, il letame equino nella fertiirgazione, hai l’obbligo della tenuta del “Formulario di Accompagnamento Rifiuti” ma non quello del ” Registro di Carico e Scarico”. Chiamaci ora per un preventivo gratuito anche per lo

  • smaltimento letame bovino
  • smaltimento feci canine
  • smaltimento letame equino.

Smaltimento Estintori Scaduti o Vuoti

Smaltimento Estintori Scaduti o Vuoti

Dove e come smaltire gli estintori scaduti o vuoti?

Come stabilisce il Decreto Legislativo 81 del 2008, ogni luogo pubblico o di lavoro in Italia deve avere uno o più estintori antincendio portatili e facilmente accessibili per la sicurezza delle persone. Questi apparecchi contengono sostanze tossiche per la salute dell’uomo e per l’ambiente, è importante dunque procedere allo smaltimento estintori scaduti o vuoti in modo corretto. Il nostro portale riunisce una serie di professionisti e aziende certificate che prenderanno in carico tutte le fasi di gestione del rifiuto.

Cosa dice la normativa sullo smaltimento della polvere estintore?

Come molti apparecchi, gli estintori hanno un ciclo di vita e quindi una data di scadenza. Per gli estintori è particolarmente importante che non siano scaduti o vuoti. Per ragioni di sicurezza dunque, gli estintori usati o non più funzionanti vanno smaltiti e sostituiti.

Cosa fare con i vecchi estintori? La normativa che regola lo smaltimento dei rifiuti prevede il recupero e riciclo delle parti in plastica e metallo e il corretto smaltimento dei gas e delle polveri estinguenti per evitare danni all’ambiente e all’uomo.

Come accade per lo smaltimento di altri rifiuti, il produttore, vale a dire l’azienda o il proprietario dell’attività commerciale, è il diretto responsabile. Se non si rispettano gli obblighi di legge sullo smaltimento estintori si rischiano pesanti sanzioni monetarie.

Quali sono i codici CER per gli estintori?

La legge sullo smaltimento estintori prevede come prima cosa l’attribuzione del codice CER che permetterà di identificare l’apparecchio durante tutte le fasi di smaltimento e riciclo. Anche in questo caso è il produttore del rifiuto che deve attribuire il codice CER corretto.

Per quanto riguarda gli estintori scaduti o vuoti si può distinguere tra vari tipi di apparecchi tra cui:

  • estintori a polvere identificati con Codice CER 160505
  • estintori a schiuma con Codice CER 160505
  • estintori a anidride carbonica/CO2 con Codice CER 160505
  • estintori ad Halon classificati come rifiuti pericolosi con Codice CER 160504*
  • smaltimento polvere estinguente (solitamente stoccate in Big Bag da 1000 Kg – Codice CER 160509)
  • smaltimento manichette e lancie di qualsiasti tipo (CER 150106)

Come funziona il servizio di smaltimento e rottamazione estintori?

Smaltimento Estintori Scaduti o VuotiLa normativa prevede che il servizio di smaltimento estintori scaduti sia eseguito da un’azienda specializzata e professionale. Le aziende del nostro portale sono regolarmente iscritte all’Albo Gestori Ambientali e offrono un servizio competente e professionale che include il prelievo presso la sede del cliente.

Grazie ad una flotta di automezzi abilitati per il trasporto rifiuti, provvederemo alla raccolta e smaltimento estintori vuoti e al trasporto presso impianti specializzati per il recupero e lo smaltimento. I nostri automezzi sono abilitati anche al trasporto di rifiuti pericolosi come lo smaltimento degli estintori ad Halon e lo smaltimento polveri.

Come predisposto dalla normativa, le componenti in plastica e metallo verranno inviate ad impianti di riciclo, mentre i gas come la CO2 e le polveri tossiche contenute all’interno, verranno bonificate. I nostri professionisti si occupano anche della compilazione dei registri di carico e scarico rifiuti e di seguire tutto l’iter di smaltimento dall’inizio alla fine.

Qual è il costo per lo smaltimento estintori?

Per avere un preventivo preciso sui costi del servizio occorre valutare il singolo caso. I prezzi variano a seconda della quantità da smaltire e del luogo di ritiro. La tariffe per lo smaltimento estintori si calcolano per Kg di rifiuto da smaltire a cui vanno aggiunti i costi del trasporto e della mano d’opera.

Nel caso di estintori ad Halon, identificati come rifiuti pericolosi, va considerato anche il costo della bonifica delle sostanze inquinanti presso centri appositi.

Quanto costa lo smaltimento estintori scaduti o vuoti?

Per avere informazioni o richiedere un preventivo per il recupero estintori puoi chiamare il numero verde che trovi sul sito, inviare una mail o compilare il form di richiesta online. I nostri esperti ti contatteranno per organizzare un sopralluogo e per una consulenza ambientale su come procedere al corretto smaltimento estintori e polveri.

I nostri servizi si rivolgono a privati e aziende di piccole e grandi dimensioni, siamo operativi in tutta Italia.

Smaltimento Rifiuti Speciali

Smaltimento Rifiuti Speciali

Cosa sono i rifiuti speciali?

I rifiuti speciali sono una particolare categoria di rifiuti che non vengono smaltiti dalla Pubblica Amministrazione come avviene per i normali rifiuti urbani, ma gestiti da apposite imprese specializzate nello smaltimento rifiuti speciali.

I rifiuti speciali comprendono un’ampia gamma di tipologie di prodotti e materiali che vanno smaltite ognuna in modo specifico. Questo perchè una delle caratteristiche di alcune tipologie di rifiuti speciali è di essere potenzialmente dannosi per le persone e per l’ambiente e quindi richiedono trattamenti particolari e non possono assolutamente essere dispersi nell’ambiente.

Quali categorie di rifiuti speciali sono pericolose?

Sono considerati rifiuti speciali tutti quelli prodotti dalle attività e dalle aziende agricole, commerciali, industriali, dalle demolizioni e dagli scavi e che quindi non rientrano nei comuni rifiuti solidi urbani. Tutte queste tipologie di rifiuti non vengono gestiti dai Comuni (guarda per esempio la critica situazione dei rifiuti speciali napoli) ma richiedono degli accordi specifici fra l’azienda che li produce e un’azienda specializzata nel trasporto e nello smaltimento di rifiuti speciali.

Alcune tipologie di prodotti sono considerate pericolose, come gli oli esausti, i rifiuti delle industrie chimiche e petrolifere, i prodotti di scarto derivati dall’attività metallurgica, conciaria e tessile e i rifiuti derivati da attività mediche e veterinarie.

Tutte queste tipologie di rifiuti, proprio a causa della loro pericolosità, richiedono un trattamento particolare per essere resi inerti e quindi non dannosi per la salute e pericolosi per l’ambiente. Proprio a causa della loro potenziale pericolosità tutte queste tipologie di rifiuti sono sottoposte a controllo in ogni fase della loro lavorazione, dalla raccolta al trasporto, dallo stoccaggio al trattamento e recupero o smaltimento. Le aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti speciali si occupano anche della gestione della relativa burocrazia.

Come smaltire rifiuti speciali

Normativa rifiuti speciali

Per smaltire i rifiuti speciali è necessario rivolgersi ad un’impresa specializzata. Quest’ultima si occupa di prendere in carico i rifiuti prodotti dalle aziende, trasportarli e smaltirli in apposite discariche o con le diverse tipologie di trattamento richiesto dai diversi generi di rifiuto, compreso il riciclaggio delle componenti riutilizzabili. La gestione dei rifiuti speciali può essere molto complessa sia a livello tecnico che a livello burocratico, perchè i rifiuti sono accompagnati da apposite certificazioni obbligatorie per legge.

Le imprese che si occupano dello smaltimento di rifiuti speciali offrono in genere anche un servizio di consulenza per la stesura di tutta la documentazione relativa al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti speciali. I rifiuti speciali pericolosi, come amianto, vernici, medicinali e morchia prodotta da aziende metallurgiche e metalmeccaniche richiedono una burocrazia diversa e più specifica.

Costo smaltimento rifiuti speciali

Lo smaltimento dei rifiuti speciali attraverso un’azinda specializzata è obbligatorio per legge, sia per i rifiuti pericolosi che per quelli considerati non dannosi.

I costi di questo servizio possono variare considerevolmente in base a numerosi fattori. Ad influire sul costo dello smaltimento rifiuti sono principalmente la tipologia dei rifiuti stessi, perchè non tutti richiedono lo stesso tipo di trattamento, soprattutto in presenza di rifiuti pericolosi, e la quantità degli stessi, perchè ovviamente un’azienda che produce grandi quantità di rifiuti dovrà investire nel loro smaltimento una spesa maggiore di una che ne produce una quantità esigua.

Il modo più semplice e veloce per avere una chiara idea dei costi di trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali è richiedere un preventivo. In questo caso un tecnico specializzato dell’azienda interverrà per un sopralluogo, verificando la presenza, la quantità e la tipologia di rifiuti e stilerà un preventivo personalizzato in modo da poter gestire nel modo più rapido, efficiente ed economico ogni tipo di situazione specifica.

Smaltimento Rifiuti Ospedalieri

Smaltimento Rifiuti Ospedalieri

Tra i rifiuti speciali rientrano con certezza i rifiuti ospedalieri. Lo smaltimento rifiuti ospedalieri, detti anche sanitari, deve essere eseguito rivolgendosi al personale specializzato di imprese del settore in quanto medicinali, oggetti taglienti, parti organiche, materiali infetti o contaminati, possono essere nocivi sia per l’uomo che per l’ambiente.

Rifiuti ospedalieri: quali sono?

Le modalità di smaltimento rifiuti ospedalieri sono disciplinate principalmente dal DPR 254/03. Tale Decreto ha come obiettivo la determinazione delle prassi necessarie a smaltire i rifiuti assicurando la piena tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Al contempo, il DPR illustra anche quali sono le tipologie di controlli da effettuare su ogni intervento di eliminazione di materiali, scarti e scorie provenienti da contesti medici.

Tra i rifiuti sanitari più comuni ci sono sicuramente: aghi e garze, ma anche contenitori per urina, provette vacuette, provette di sangue, provette da siero, tubi e farfalline per il prelievo, vasetti e tappi dei contenitori sterili.

Il decreto, in particolare, classifica i rifiuti sanitari in diverse categorie ed indica per ciascuna le corrette procedure di smaltimento. Le categorie definite dal DPR distinguono i rifiuti sanitari in:

  • non pericolosi;
  • assimilati ai rifiuti urbani;
  • pericolosi ma non a rischio infettivo;
  • pericolosi e a rischio infettivo;
  • richiedenti particolari modalità di smaltimento.

Come si smaltiscono e trasportano le provette e i rifiuti ospedalieri?

Smaltimento Rifiuti OspedalieriMentre i rifiuti considerati simili a quelli urbani devono essere smaltiti secondo la normativa valida in ogni settore (seguendo ad esempio le norme della raccolta differenziata e le indicazioni di raccolta previste nei singoli comuni), le altre categorie di rifiuti sanitari richiedono l’intervento di ditte specializzate e il rispetto di particolari procedure stabilite dalla legge. Ad esempio, i rifiuti ospedalieri considerati non pericolosi, tra cui rientrano contenitori in vetro, gesso, garze non utilizzate, strumenti taglienti non usati e medicine scadute, devono essere smaltiti da personale preparato ed autorizzato, il quale dovrà anche procedere ad opportuna codificazione e registrazione nell’apposito libro di carico e scarico.

Stesse modalità sono previste per la categoria di quei rifiuti che sono pericolosi ma che non comportano il rischio di diffondere infezioni. Tra questi ultimi rientrano principalmente materiali provenienti da laboratori, amalgame, contenitori di sostanze anticoagulanti inquinanti, batterie e polveri tossiche.

Ancor più complesso è lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri cosiddetti a rischio infettivo e di quelli che richiedono modalità particolari per essere eliminati. Nella prima tipologia rientrano materiali provenienti da aree con malati in isolamento, strumenti e oggetti contaminati taglienti o meno, sangue e altri liquidi biologici potenzialmente infetti; il secondo gruppo coinvolge invece elementi come sostanze stupefacenti e parti anatomiche. In entrambe le tipologie, i rifiuti devono necessariamente essere depositati in condizioni di sicurezza, essere disinfettati e sterilizzati in modo tale da ridurre al minimo la possibilità di contaminare esseri umani, terreni, acqua e aria. In più, in alcuni casi, è richiesta anche la loro termodistruzione.

Appare quindi ovvio che l’iter da seguire per la loro eliminazione è complesso e delicato e che soltanto personale altamente qualificato è in grado di eseguirlo nel rispetto dei più alti standard di sicurezza.

Trasporto di materiale biologico per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri 

L’unico modo per essere certi che i rifiuti speciali di tipo ospedaliero siano smaltiti nella maniera corretta, ed evitare di incorrere in pesanti sanzioni, è affidarsi a professionisti del settore seri e preparati che dispongono delle autorizzazioni necessarie per il trasporto di materiale biologico.

Il nostro servizio di smaltimento per questa tipologia di rifiuti (comprensivo del trasporto provette di sangue e trasporto provette) è completo, rapido e sicuro. Nel totale rispetto dell’intera normativa vigente in materia, assicuriamo l’eliminazione di tutti i materiali provenienti dalle strutture sanitarie e liberiamo i nostri clienti dalla responsabilità, dall’impegno e dalle pratiche burocratiche connesse all’esecuzione di procedure complesse e spesso pericolose.

Oltre agli ospedali si affidano da anni ai nostri esperti cliniche, studi medici pubblici e privati, ambulatori, studi dentistici, laboratori e centri veterinari.

Ci occupiamo del prelievo dei rifiuti dalla sede in cui sono prodotti e del trasporto di materiale biologico da ospedali fino alla discarica di pertinenza, dove si procederà all’effettivo e corretto smaltimento. Rapidità, discrezione, convenienza e rispetto della legge sono i nostri punti di forza, mentre le nostre soluzioni sono tutte personalizzabili: contattandoci è possibile, senza alcun impegno, avere informazioni dettagliate sui nostri servizi e conoscere preventivi per ogni tipo di esigenza.

 
 
CHIAMA SUBITO 800145068
chiama fai click
chiama
chiama gratis e senza impegno

800145068